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OAK (quercus robur)

Quercia

“ Per quelli che lottano e combattono una dura battaglia per guarire o per i loro affari quotidiani.

Tentano una cosa dopo l’altra benché il loro caso possa sembrare senza speranza. Continueranno a battersi.

Sono scontenti di se stessi se una malattia impedisce loro di fare ciò che devono o di aiutare gli altri.

È gente coraggiosa, che sa far fronte a grandi difficoltà senza scoraggiarsi né rinunciare allo sforzo.”

E.BACH

La quercia, uno degli alberi sacri ai nostri antenati, è una pianta molto conosciuta , longeva e maestosa, che può raggiungere l’altezza di 30/40 mt, cresce nei boschi, nelle macchie e nei campi. È un albero robusto, vitale, di lenta e lunga crescita, da sempre considerato simbolo di forza e resistenza. Il suo legno solido e imputrescibile viene usato per le traversine dei binari del treno, per botti, pavimenti ed è ottimo per il fuoco: ha però la tendenza a spaccarsi, anche quando stagionato. Nella sua lenta e lunga crescita traspare l’impegno, metodo , tenacia e pazienza, ma la tendenza a spaccarsi per la rigidità che gli corrisponde, mostra il crollo psicologico. Fiorisce insieme all’apparizione delle foglie alla fine di aprile e all’inizio di maggio; i fiori maschili e femminili crescono sullo stesso albero, quelli femminili su un lungo stelo, mentre i fiori maschili si presentano in amenti filamentosi giallastri.
Le sue radici sono profonde e poderose. Le foglie sono caduche, ma c’è una grande resistenza da parte dell’albero nel lasciarle cadere, quindi rimangono secche e attaccate ai rami fino alla fioritura ( ciò esprime una rigidità verso se stessi). I poderosi rami orizzontali le danno un aspetto generoso e aperto proprio come le persone a cui si addice l’essenza di questo albero. Una caratteristica negativa della quercia è anche quella di attirare i fulmini, e il soggetto che ha bisogno di questo rimedio, tirando troppo la corda con il lavoro, gli impegni e simili, rischia di “schiantarsi” e all’improvviso fulminato dalla stanchezza. Legata alla propensione nell’attirare i fulmini notiamo però un altro gesto di generosità di questo albero, esso infatti posto nelle campagne lontano dalle abitazioni salva gli abitanti dall’essere colpiti dai fulmini, proprio perché se ne fa carico lui stesso e questo ci riporta all’attitudine di queste persone nel farsi carico di responsabilità anche non proprie sollevando famigliari o colleghi di lavoro.
Molto ospitale, la quercia sostiene un intero ecosistema attorno a sé, ospitando presso i propri rami ed incavi nel tronco varie specie di animali, quale colonna a cui altri si appoggiano, questa virtù rischia di trasformarsi in errore nel caso in cui scambi la sua forza e la sua volontà come unico compito della propria vita, dimenticando se stesso. Accanito al dovere il soggetto Oak si mostra affidabile, altruista, mai invidiosa, ha uno spiccato senso pratico e tende a prendere sulla propria schiena e le proprie spalle, il peso degli altri. Non si risparmia, non si arrende né si concede una pausa per divertimenti, seppur stanco ed esaurito, non si lamenta mai.
Fisicamente molto forte, ignora il bisogno naturale di pausa e riposo, la sua testardaggine e l’orgoglio lo rendono severo e inflessibile con se stesso; egli non cerca gratificazioni o ricompensa: lavora e s’impegna, per se stesso e per gli altri perché convinto sia suo dovere.
Oak ama sentire la gioia che regalano gli altri riflessa su di sé, dimenticando la propria gioia di vivere. Invece di vivere, funziona! Egli lavora, ma il cuore non ve ne ha parte. Il rimedio floreale allenta la pressione interiore, e le energie fluiscono più ricche e libere, il cuore e il sentimento vengono rivitalizzati. Ritorna l’elemento giocoso e con lui un maggior piacere della vita. La fatica si trasforma in tenacia . Il guerriero saggio sa sempre, quando è ora di fermarsi, sa quando combattere e quando sostare a guardare il cielo. È questa la sua vera forza.

Dal lottatore implacabile ….al guerriero della pace .

AZIONE ENERGETICA = Tregua…. Porto le mie forze a rispettare una tregua

QUALITA’ PSICHICA = Arrendevolezza… Cesso di combattere e mi arrendo all’inevitabile

PRINCIPIO EVOCATO = Flessibilità… Vedo e accetto i miei limiti, e mi rendo flessibile alle circostanze della vita

OAK NEI BAMBINI Bravi, fanno il loro dovere a scuola e a casa, si impegnano. In ambito sportivo sono molto ambiziosi e tendono a sovraccaricarsi di impegni. caparbi e ostinati non accettano i propri limiti, non si danno pace se non riescono a svolgere tutti i loro compiti. Aggressivi verso i compagni che riescono meglio di loro.

STATO NEGATIVO: fatica, sforzo – testardaggine, orgoglio – narcisismo, si sente indispensabile – scoraggiamento per affaticamento – eccessivo senso del dovere – eccessiva pazienza – sgobbone – rigidità con se stesso, auto-esigente – accanimento nel lavoro – eccessiva responsabilità verso gli altri – sopravvaluta le proprie forze –

STATO POSITIVO: tenacia, forza flessibile – gioia di vivere – coraggio, perseveranza – riconosce la necessità del riposo – abbandono – sostegno interiore –

ANALISI TRANSAZIONALE: Io non sono ok – Tu sei ok

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APPLICAZIONE DEL FIORE NEI TRATTAMENTI DEI SINTOMI SECONDO GLI ASPETTI TRANSPERSONALI: Oak esprime durezza e rigidità e trova applicazione nei sintomi quali asma, problemi dentari, dolori alla schiena e alle spalle, cervicali, sciatalgia, reumatismi, ipertensione, bruxismo, lesioni da sforzo eccessivo, collasso, batticuore, palpitazioni extrasistole, tachicardia, aritmia, mancamento, disturbi epatobiliari, arteriosclerosi, ernia al disco, patologie autoimmuni.

LA STORIA DELL’ALBERO OAK 1934 scritto da E.Bach Un giorno, e non molto tempo fa, un uomo stava appoggiato ad un albero di quercia, in un vecchio parco del Surrey, e sentì ciò che l’albero di quercia pensava. Ora questo fatto suona molto strano, ma gli alberi pensano davvero, sapete, e alcune persone possono comprendere ciò che essi pensano. Questo vecchio albero di quercia, ed era un vecchissimo albero di quercia, diceva a se stesso: “Come invidio quelle mucche nella prateria che possono vagabondare per il campo, e invece io sto qua, e ogni cosa attorno è così bella, così meravigliosa, la luce del sole e le brezze e la pioggia, ma io sono sempre radicato in questo luogo”. Negli anni seguenti l’uomo scoprì che nei fiori dell’albero della quercia, c’era una grande forza, la forza di guarire un gran numero di persone malate, e così raccolse i fiori degli alberi di quercia e li trasformò in medicinali, e tantissime persone furono guarite e stettero di nuovo bene. Qualche tempo dopo in un pomeriggio caldo d’estate, l’uomo stava sdraiato sul limitare di un campo di grano, quasi del tuto assopito e sentì un albero che pensava, perché alcune persone possono ascoltare gli alberi che pensano. L’albero parlava a se stesso in modo molto calmo, e diceva: “Non m’importa più di essere radicato in questo luogo, e non m’importa più di invidiare le mucche che possono vagabondare nelle praterie poiché io posso andare in tutte le quattro direzioni del mondo per guarire le persone che sono malate”; e l’uomo guardò su e scoprì che era un albero di quercia che pensava.”